Regia di Filippo Barbagallo
Direzione della Fotografia: Manolo Cinti
Commedia racconta la storia di una famiglia romana in crisi, attraverso uno sguardo tragicomico che alterna momenti di intimità a situazioni grottesche. Il film esplora le dinamiche generazionali e i non-detti che caratterizzano i rapporti familiari contemporanei.
Ambientato prevalentemente in interni domestici, il lungometraggio costruisce la sua forza narrativa attraverso dialoghi serrati e una regia attenta ai dettagli delle interazioni umane. La fotografia accompagna questa intimità con un approccio discreto ma espressivo.
Per Commedia ho sviluppato un linguaggio visivo che rispettasse la natura teatrale del testo senza cadere nella staticità. La sfida era rendere cinematografiche scene prevalentemente dialogate ambientate in spazi domestici ristretti.
Ho scelto di usare luce naturale proveniente dalle finestre come fonte primaria, integrata minimamente con LED nascosti per riempimento. Questo ha permesso di ottenere un'illuminazione che cambia organicamente durante le scene, sottolineando lo scorrere del tempo reale.
La palette cromatica riflette l'ambiente piccolo-borghese romano: toni caldi terrosi, beige, marroni, con accenti di verde oliva. Ho evitato colori saturi o contrasty, preferendo un'immagine morbida che enfatizzasse i volti degli attori.
Il contrasto contenuto e la gamma dinamica compressa hanno contribuito a creare un'atmosfera intima, quasi claustrofobica, adatta al mood tragicomico della storia.
La sfida principale è stata variare visivamente scene che si svolgevano nello stesso appartamento. Ho lavorato molto sulla direzione degli attori nello spazio, creando profondità attraverso le disposizioni dei corpi piuttosto che con movimenti di camera vistosi.
Un'altra sfida: girare in un vero appartamento romano significa gestire spazi angusti dove non c'è distanza per luce e camera. Abbiamo spesso lavorato con la troupe ridotta all'osso, io stesso operatore, per massimizzare libertà di movimento.